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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Redazione
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Martedì 09 Marzo 2010 15:32 |
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La Direzione di “A-tube. The Global Animation Film Festival”, manifestazione cinematografica che si terrà a Varese dal 16 al 23 maggio 2010, ha deciso di riservare un posto all'interno della Giuria di professionisti che conferirà il premio per “The Best Short Film” ad uno studente universitario.
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Cultura e Spettacolo -
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Scritto da Guido Negretti
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Venerdì 18 Dicembre 2009 18:34 |
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E’ andato in scena, giovedì 17 Dicembre, la prima proiezione ponte tra i due festival di A-tube. A dispetto di un numero ingente di spettatori durante le serate ed i pomeriggi della prima edizione, il numero di presenti in sala può essere solo dotato dell’aggettivo di esiguo.
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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Redazione
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Lunedì 14 Dicembre 2009 22:24 |
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A fronte del successo della prima edizione nei primi mesi dell’anno corrente, 2009, l’organizzazione A-Tube, in stretta concomitanza con la Sala Urano del multisala Impero, inaugura una serie di quattro eventi a cadenza mensile come ponte ideale per l’introduzione al secondo appuntamento della manifestazione che si terrà nel 2010.
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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Redazione
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Lunedì 14 Dicembre 2009 15:16 |
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In attesa del festival A-tube 2010 ecco il primo appuntamento di “ANIMAZIONE IN CORSO” pillole d’Animazione d’Autore in una serie di appuntamenti periodici alla Sala Urano – MIV Varese
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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Guido Negretti
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Giovedì 10 Dicembre 2009 13:08 |
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L’associazione culturale A-Tube, promotrice dello scorso festival dell’animazione di inizio anno a cui, a fronte di ottimi risultati positivi, seguirà la seconda edizione nel Maggio prossimo, ha pubblicato i bandi ufficiali di concorso, gratuiti e aperti a tutti, per l’anno 2010. Due sono le categorie a cui è possibile iscriversi, indipendentemente dal paese di origine o dal numero di addetti ai lavori: “Concorso Cortometraggi” e “The golden Storyboard”.
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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Redazione
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Giovedì 12 Novembre 2009 13:30 |
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Nel maggio 2010 si terrà la seconda edizione di “A-tube. The Global Animation Film Festival” presso il MIV, Cinema Multisala Impero di Varese. A-tube è stato un grande successo nel 2009 e si conferma come evento unico in Lombardia e tra i pochi in Italia, realizzato in collaborazione con gli enti locali quali la Provincia di Varese, il Comune di Varese, la Pro Loco di Varese e patrocinato dalla Regione Lombardia, ed in sinergia con numerose realtà private.
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Cultura e Spettacolo -
A-tube
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Scritto da Redazione
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Domenica 06 Settembre 2009 22:41 |
Non è da ieri che i grandi festival di cinema “dal vero” ospitano lungometraggi in animazione. Ricordiamo l’esordio de “I fratelli dinamite” di Nino e Toni Pagot e “La rosa di Bagdad” alla mostra del cinema di Venezia del 1949 e l’attribuzione degli Oscar a Disney per Biancaneve nel 1938. In tempi più recenti questa attenzione, di pari passo con il definitivo affermarsi dell’animazione 3D, ha conosciuto un incremento, peraltro sollecitato da inaspettati successi di mercato quali i fenomeni Tim Burton, Miyazaki, Pixar ed alimentato dalle solite rivalità tra festival.
Andando a memoria, la corsa all’attribuzione di premi inizia forse nel 2002, con l’Orso d’Oro di Berlino a Miyazaki per “Spirited away”, cui seguono l’ Oscar ( 2003) e il Leone d’Oro alla carriera (2005) ; seguiti da un Leone d’Oro alla carriera a Tim Burton nel 2007.
L’impressione che se ne ricava è che, dopo decenni dove sono mancati sia un autentico interesse sia un’ opera di promozione, oggi che l’animazione si è conquistata, da sola, il centro del palcoscenico, tutti i media e gli operatori culturali si precipitano a celebrarla come il fenomeno del momento e si mettono in gara per “rivelarla” al grande pubblico. Animazione è oggi sinonimo di futuro, ed i grandi eventi cercano un rilancio nella sua celebrazione. Il grande cinema dal vero, “il fratello maggiore”, si è finalmente accorto che il fratellino è cresciuto, e lo sta persino superando in altezza. Occorre almeno complimentarsi con una “scintillante” pacca mediatica sulla spalla, che riporti a casa lustro e pubblico. In quest’ottica la concorrenza tra i grandi festival sul tema dell’animazione si è fatta aperta proprio nel 2009.
Già a maggio lo scorso Festival di Cannes dedicò all’animazione addirittura l’apertura, presentando con clamore un film Pixar in 3D, “UP”, di Pete Docter. Ad Agosto il 62° Festival di Locarno ha poi messo sul piatto una eccezionale, davvero consistente sezione dedicata agli anime giapponesi, denominata –forse impropriamente- “Manga Impact”. Oltre ad anteprime e retrospettive sia di film di lungometraggio che di serie TV ha presentato importantissimi incontri con i maggiori autori del cinema giapponese. Il presidente del festival al suo ultimo incarico Frederic Mairie ha annunciato un film animato per famiglie in Piazza Grande dicendo con candore che “ad alcuni questo genere (il manga animato) può non piacere ma l’animazione è un fenomeno che va riconosciuto”.
Ora anche Venezia rilancia. Anzi la gara tra Locarno e Venezia nel “rivelare” il verbo dell’animazione è ben evidente dal confronto tra i due programmi, entrambi precisamente orientati alla celebrazione dei grandi dell’ industria: giapponesi da un lato ed americani dall’altro.
Mentre Locarno porta in Europa schiere di registi nipponici, in virtù di un revisionismo critico che ha smorzato le polemiche dell’epoca sull’etica dei loro prodotti e li ha riconosciuti effettivamente meritori di una importante innovazione nello stile e nei contenuti negli anni ‘70 ed ‘80, (e conferendo a sorpresa un Pardo d’Oro a Yoshiyuki Tomino, decano ed autore della saga robotica Mobile Suit Gundam), Venezia celebra i meriti tecnologico-creativi della Pixar, chiamando sulla passerella per un rito egualmente collettivo un intero gruppo di registi Disney_Pixar, capitanati da John Lasseter: Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich. Queste le motivazioni del direttore Marco Müller: “John Lasseter è il protagonista dell’animazione occidentale contemporanea. E’ da sempre alla ricerca del punto di fuga dove l’avanguardia incontra il blockbuster, è autore di film magnifici e non solo ha contribuito in modo fondamentale a riposizionare il cinema d’animazione come una delle grandi forze espressive del nuovo millennio, ma è diventato uno dei simboli della tradizione preziosa, vitale e inventiva del grande cinema hollywoodiano”.
Quell’iniziale aggettivo, “occidentale”, è naturalmente dettato dalla necessità di essere “politically correct”. A corredo, Venezia propone uno scintillante workshop coi registi Pixar, ed un piccolo concorso online dedicato ai giovani autori.
In definitiva, sia a Venezia come a Locarno e a Berlino, per i numerosi artisti-artigiani che da decenni alimentano quest’arte ai margini della grande industria dedicandole la vita e producendo faticosamente cortometraggi e lungometraggi le luci della ribalta restano spente. A divulgare la loro opera restano le decine di festival specializzati (Stoccarda, Ottawa, Espinho, Genzano, San Sebastian, Brussel, Zagabria, etc) che, purtroppo, non dispongono, tranne pochi casi (Annecy, Cartoons on the bay), della visibilità e delle risorse dei grandi sopracitati. Forse la “pacca” dell’industrioso (industriale) fratello maggiore servirà a dare una spinta anche a loro?
Giorgio E.S. Ghisolfi |
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Scritto da Chicco Rossi
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Venerdì 04 Settembre 2009 13:54 |
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Topolino è diventato parente di Wolverine e di tutti gli X-Men, così come la cantante Hannah Montana è ormai cugina dell'assassina Elektra: siamo curiosi di sapere cosa succederà. Abbiamo chiesto il parere approfondito ed esperto, di uno tra i più quotati animatori d'Italia, Giorgio E.S. Ghisolfi, ideatore e direttore del clamoroso successo di A-tube (www.a-tube.it) Festival del Cinema di Animazione che si è svolto a Varese lo scorso Maggio e di cui è in preparazione la seconda edizione.
Il 31 agosto 2009 la Disney annuncia di aver acquisito la Marvel e i diritti di utilizzo dei suoi oltre 5000 personaggi. La notizia, epocale per il mondo dell’entertainment globale, è rimbalzata con larghe eco dal web ai tg ed ai giornali. Gli animatori di tutto il mondo possono finalmente fregarsi le mani: in questa epoca di crisi si aprono d’improvviso per loro nuove ed importanti prospettive di lavoro.
Questa operazione conferma l’animazione quale settore trainante dell’universo cinematografico. I grandi quotidiani hanno messo in risalto l’entità dell’accordo: 4 miliardi di dollari. La Marvel non ha fatto sconti. E la Disney non li ha pretesi. Non avrebbe potuto. Acquisire la Marvel era l’unico mezzo per evitarne la concorrenza. Dopo aver tentato la carta dell’animazione con alcune serie dei suoi eroi piu famosi già anni fa senza grossi risultati, la Marvel –forte anche della collaborazione con Sony – ha trovato la formula vincente nei film dal vero con effetti speciali, dove è l’animazione 3D a farla da padrone. Film come Hulk, Spider-man, X-men, Iron Man, ne hanno fatto, oltre che casa editrice, una grande casa di produzione cinematografica, che al momento ha in cantiere Iron-man II, Thor, The Avengers, Capitan America, con uscite previste dal 2010 al 2012. Facile immaginare il successo di tali prodotti, basati su personaggi già ben presenti nell’immaginario collettivo americano ed in parte anche mondiale.
Se è vero quel che scrivono alcuni: la Disney si è finalmente accorta che i contenuti sono importanti, la Disney è a corto di personaggi, la Disney è troppo orientata ad un pubblico femminile, è probabilmente più vero che in questo modo la società del topo riesce a fare finalmente sua la fascia di pubblico che fino ad oggi le sfuggiva: quella dei teenagers, gli adolescenti, soprattutto maschi, affamati consumatori dell’anime e del fumetto manga giapponesi, contro i quali l’unico prodotto ancora in grado di tenere botta sembra essere proprio il fumetto Marvel. Disney è da sempre sinonimo di cartoni per bambini (o per famiglie), con le sue favole agrodolci e poetiche (a volte). La violenza epica e spettacolare del fumetto supereroico, quel suo incarnare il desiderio di conquista e del varcare i limiti tipico dell’adolescente ancora mancava all’universo Disney. Cosi come gli mancava la capacità di trattare le tematiche socio-adolescenziali e le problematiche esistenziali che viceversa da sempre sono specialità dei cartoni giapponesi da Lady Oscar ad Akira e che, fortuna vuole, costituiscono lo sfondo a tutte le vicende degli eroi Marvel ed il presupposto del loro successo.
Per i profani l’operazione Disney-Marvel sembra congiungere per la prima volta i due universi tecnicamente distinti del fumetto e del cinema d’animazione. In realtà, come abbiamo detto, la Marvel si era già cimentata con l’animazione sin dagli ultimi anni ‘60, ed ancor prima, la DC Comics, titolare di personaggi come Superman e Batman, aveva sin dagli anni ‘30 concesso i diritti per le riduzioni cinematografiche dal vero e a cartoni delle sue storie e come sin dagli albori del cinema i primi personaggi ad essere animati per l’industria americana furono proprio quelli dei fumetti.
E’ tuttavia vero che questa acquisizione ha un sapore rivoluzionario: la Disney, madre buonista di un proprio universo di cartone, morbido e favolistico, accetta nel suo seno nuovi e prorompenti, adulti, umanizzati ed esplosivi protagonisti da altri partoriti, portatori di valori affatto diversi. La Marvel, dal canto suo, giustifica la vendita come l’opportunità di far crescere (in senso economico) i suoi pargoli dentro al piu grande –mondiale- giardino dell’impero Disney. In effetti va rimarcato che la produzione animata di Marvel non ha mai varcato in maniera massiccia il continente americano, cosa che grazie a Disney sarà ampiamente possibile.
Ancora una volta va riconosciuta alla Disney la capacità di saper acchiappare l’ultimo treno. A fine anni ’90, nel pieno sviluppo dell’animazione tridimensionale –colpevolmente sprovvista di un reparto di animazione 3D- seppe fare un accordo strategico con Pixar, che le permise di restare leader sul mercato, anziché venirne tagliata fuori, e nel 2006 la acquisì; ora, di fronte al moltiplicarsi delle produzioni in animazione, non soltanto delle recenti scomode concorrenti Dreamworks e Sony, ma anche delle veterane Fox, Warner e Paramount, ha deciso questa mossa a sorpresa, allungando la mano oltre la sua placenta verso un universo, quello dei fumetti, dal quale si era sino ad oggi in larga misura tenuta lontana, se non per le riduzioni tratte dai suoi film.
A motivare l’operazione concorre anche un dettaglio creativo dai fondamentali risvolti produttivo-finanziari: a tutt’oggi le storie Disney, seppure tratte per lo più da classici della letteratura europea ed americana, implicano lo studio di personaggi nuovi sotto il profilo grafico-visivo, personaggi che il pubblico potrebbe o non potrebbe amare e che perciò costituiscono un rischio imprenditoriale elevato, rischio che la Disney ha spesso pagato. I personaggi marvel sono invece già saldamente nella testa e nel cuore di molti milioni di persone. Ed hanno il pregio di essere transgenerazionali, proprio per le loro tematiche socio-esistenziali: piacevano ai dodicenni di cinquant’anni fa come piacciono ai dodicenni di oggi. Le storie Disney, dopo la temporanea rinfrescata portata da Pixar, cominciano nuovamente a odorare di stantìo.
Questa borsata di nuovi eroi metterà in pericolo il mito di Topolino? Quali esattamente siano i termini dell’accordo non si sa, tuttavia ne dubitiamo, così come dubitiamo che siano i personaggi Marvel ad essere snaturati: l’accordo prevede che la dirigenza Marvel resti incaricata di fare la guardia. Di certo si prospetta un futuro di film e serie tv all’insegna dei molti eroi marvel, il che segna anche una controffensiva dell’epica occidentale contro l’emergente (dopo le serie tv degli anni ‘70 ed ‘80, ora vengono “sdoganati” anche moltissimi lungometraggi di successo)- universo culturale asiatico, un futuro fatto sia di animazione tout court 2D e 3D che di film a tecnica mista –come l’uomo ragno, per intenderci-dove attori si mescolano a effetti speciali ed animazioni tridimensionali. Questo può significare un aumento delle produzioni realizzate in contemporanea, e dunque un aumento delle assunzioni nel settore. Tanti sono gli artisti italiani al lavoro sulle produzioni americane: abbiamo motivo di credere che nel prossimo futuro saranno molti di piu. Ci auguriamo tuttavia anche il contrario, che sia il lavoro a giungere sin qui: come già accade per Parigi e Londra, che anche gli studi italiani ricevano commesse dalla grande Hollywood.
Giorgio E.S.Ghisolfi
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Scritto da Antonio Mezzanotte
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Martedì 26 Maggio 2009 18:32 |
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Si è concluso domenica scorsa A-Tube, il film festival d’animazione d’autore, svoltosi con successo all’interno del Multisala Impero di Varese. Sono stati 8 giorni di festa nella Città Giardino, con centinaia di appassionati più e meno giovani che hanno affollato la Sala Urano per assistere alle proiezioni di lungometraggi e cortometraggi o per prendere parte agli incontri con gli autori e ai numerosi workshop organizzati. Noi abbiamo intervistato il regista Giorgio E.S. Ghisolfi, ideatore dell’evento, per chiedergli di tracciare un bilancio di questa prima edizione. |
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Scritto da Redazione
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Lunedì 25 Maggio 2009 22:02 |
Le recensioni di Negretti sono tra le cose piu interessanti che mi possa capitare di leggere e gliene sono davvero molto grato. Mi permetto di aggiungere che i punti di vista dai quali osservare Peur(s) du noir possono essere molteplici, non ultimo il saper riconoscere ai produttori il merito di aver fortemente voluto fare un film non commerciale, assolutamente d'autore, che desse spazio agli artisti e alle loro radici legate al fumetto. Ricordo che il cinema di animazione affonda le sue radici soprattutto nel fumetto (nei cartoons), e si tratta dunque di una operazione legittimata dalla storia.
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Scritto da Guido Negretti
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Lunedì 25 Maggio 2009 04:54 |
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Una bambina (orfana? Il film non lo dice) si trova in una piccola città italiana (almeno così pare per certi nomi propri) e incontra altri coetanei con cui stringe amicizia. Arriveranno gli uomini grigi, esseri tutti uguali che fumano continuamente sigari, i quali inciteranno la gente ad uno stile di vita frenetico, al fine rubare loro il tempo. Sebbene a volte faccia acqua e lasci dei buchi logici, la trama è degna di nota, profonda e rivolta non solo al mondo dei bambini quanto a quello degli adulti. |
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Scritto da Guido Negretti
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Lunedì 25 Maggio 2009 04:49 |
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Film per bambini, esclusivamente per bambini, solo per bambini. Disegni bidimensionali, come i personaggi, dalla grafica scarna. Lungometraggio figlio degli eventi ricorrenti, Natale o Epifania non fa differenza, risulta essere equiparabile all’esplosione di buonismo tipica dei pranzi festivi dove tutti siamo costretti a metterci la maschera della gentilezza anche con persone che non sopportiamo. |
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