Home Eventi Conferenze Lunedì 15 Marzo 2010
Conferenze


Comprar casa senza rischi PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Redazione   
Giovedì 11 Marzo 2010 14:16

Sabato 13 marzo nuovo appuntamento per “Comprar casa senza rischi”, iniziativa del Consiglio Notarile di Milano, Busto Arsizio, Lodi, Monza e Varese e dell’ Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia, in collaborazione con il Comune di Varese e con il patrocinio della Provincia di Varese e della Camera di Commercio.

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Insieme contro le truffe PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Redazione   
Lunedì 01 Febbraio 2010 16:49

Primo incontro, mercoledì 3 febbraio, nell’ambito del progetto  “Insieme contro le truffe” promosso dall’assessorato alla Sicurezza e  Polizia Locale del Comune di Varese insieme con la  Compagnia Carabinieri di Varese con la collaborazione delle Circoscrizioni e del l’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese, nei diversi quartieri varesini.

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Sindrome di down: convegno a Varese PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Redazione   
Martedì 17 Novembre 2009 15:15

Il Convegno Nazionale “La Persona Down: progettiamo un futuro adulto”, che si svolgerà nei giorni 19 e 20 novembre 2009 a Varese, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell'Insubria, è organizzato dall’Università degli Studi dell’Insubria, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi  di Varese, l’ASL di Varese, la Direzione Sociale dell'Asl,  la Provincia e il Comune di Varese con il Patrocinio del Senato della Repubblica, della Regione Lombardia e dell’Ordine dei Medici di Varese.

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Idee contro Crisi: l’uomo al centro, la creatività il suo braccio armato! PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Fabio   
Giovedì 12 Novembre 2009 13:01

Giampiero Soru, Presidente SS&C, riassume: “E’ stato un incontro unico perché ha fatto dialogare i concetti teorici con le applicazioni. Innovazione a portata di mano, insomma, attuale, già entrata nella filiera della produzione! Sono state tre ore di speech e performance esperienziali dai quali è emerso forte e chiaro  - trasversalmente a tutti gli interventi -  che al centro di uno sviluppo ecocompatibile si impone l’uomo e che la creatività ne è il suo braccio armato”.

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"Il caso Ramorino: storia di un omicidio di stato" PDF Stampa E-mail
Conferenze - Luino
Scritto da Redazione   
Martedì 10 Novembre 2009 14:33

Sabato 14 novembre alle ore 17 presso la sala conferenze della biblioteca civica di Villa Hussy in Piazza Risorgimento 2 a Luino verrà presentato il libro “Il caso Ramorino: storia di un omicidio di stato” di Antonio di Paola e Irene Affede. Gli autori, che saranno presentati dal giornalista Mauro della Porta Raffo e dal prof. Emilio Rossi, già preside del Liceo di Luino, illustreranno la poco conosciuta vicenda del generale Gerolamo Ramorino, legata soprattutto agli avvenimenti della seconda fase della prima guerra di indipendenza italiana.

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Intervista a Alberto Michelini PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Chicco Rossi   
Domenica 25 Ottobre 2009 00:53

Incontro Alberto Michelini prima della presentazione del suo penultimo video dedicato a San Josemaria Escrivá (fondatore dell'Opus Dei) "La grandezza della vita quotidiana".


Giornalista del TG1, vaticanista arcinoto, parlamentare per 19 anni in Italia e in Europa, Michelini mi intrattiene in una lunga ed interessante chiacchierata con cui ho la possibilità di conoscere meglio l'uomo e il professionista, il credente e l'umile giornalista che ha visto l'anno dei tre Papi (1978) dalla prima fila e che ha vissuto da molto vicino tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, a Roma e nei suoi viaggi intorno al mondo.

Secondo il programma ho circa 15/20 minuti per intervistarlo e non ci perdiamo in convenevoli. Vorrei, in verità. Il solo vederlo davanti a me evoca nella mia memoria non so quanti TG, di cui certo non ricordo le notizie, ma il volto del cronista è inconfondibile e indimenticabile.

 

C.R.: "Nel suo breve film non ci sono Italiani. Ci porta da New York a Parigi al Kenya ad altre parti del pianeta e gli intervistati sono tutti non Italiani. Questo chiaramente testimonia l'universalità dell'Opus Dei sia in orizzontale, ovvero in tutto il mondo, sia in verticale, ovvero in ogni livello della scala sociale. La scelta di escludere i nostri connazionali viene dall'idea di stuzzicare in loro uno spirito di emulazione oppure ha semplicemente dato per scontato che in Italia l'Opera è molto presente, radicata e forte? Quale dei due aspetti ha prevalso?"

 

A. Michelini: "In realtà un po' tutti e due. Da una parte viene sottolineata attraverso la scelta di questi personaggi, cercati nei cinque Continenti, che potessero rappresentare l'Opera nei modi più diversi. Presentare un Italiano forse era superfluo, visto che chi realizza il video è anche un Soprannumerario Italiano e facendo il mestiere di giornalista televisivo tutti sanno che sono dell'Opus Dei.

Perchè dopo oltre 50 anni (l'Opera è presente da fine anni '40) c'è una presenza notevole in tutta Italia, nelle diverse Regioni, nelle grandi città e nelle città minori, Varese compresa, quindi è chiaro che questo era irrilevante per me. La cosa importante era l'universalità, la differenza di ceto e di professione, proprio per far capire che il Vangelo è universale per chiunque: ricchi, poveri, intelligenti, meno intelligenti. Questo era secondo me particolarmente significativo.

Percorrendo le varie scene ho voluto inserire una sequenza che riguarda l'America Latina, con delle Indios in Guatemala. Lo conosco, sono stato in Guatemala e mi ha molto colpito. Ho fatto molti viaggi anche con Giovanni Paolo II durante il mio lavoro al TG1 e ho visto sempre molta gente dell'Opus Dei in giro per il Mondo".

 

Sullo schermo intanto passano le immagini dello chef di uno tra i più quotati ristoranti parigini che mi ha colpito per la sua semplicità: arriva con un motorino non proprio "di ultima generazione", lo parcheggia attaccato ad un paletto ed arriva al lavoro dove comanda un piccolo esercito di cuochi senza minimamente scomporsi, con la flemma del grande uomo.

 

"Si, è tutta gente normale, contraddistinta dal fatto di condurre una vita molto ordinaria, una vita molto semplice, pur facendo grandi professioni.
Ho fatto otto video come questi, dal 78 in poi, cioè dal cinquantesimo anniversario inaugurai la stagione dei video sull'Opus Dei con il primo, che si chiama "I cammini divini della Terra". Per fare quel primo video ho visto un sacco di materiale come l'ho visto per fare quest'ultimo video, anzi penultimo, l'ultimo l'ho fatto proprio sulla Canonizzazione. Vidi credo 50 film girati sul Fondatore nei suoi incontri in Europa e nell'America Latina, con la gente. Potevano essere incontri con 100/200 persone o con 5.000 persone, ma la cosa che contraddistingueva questo rapporto tra la gente e il Fondatore era come fosse spontaneo il dialogo tra lui ed ogniuno dei presenti. Sorprendenti la forza e il carisma dell'uomo che se non fosse stato un prete e un Santo, sarebbe stato Governatore della Banca di Spagna, Ministro, Giurista. Una grande mente, con grande carisma ma soprattutto con grande serietà. Umile, umile, umilissimo e diceva continuamente a tutti 'sed umildes', siate umili, e questo è straordinario. Lo vedi nei Santi, no?
Lui non l'ho conosciuto, sono arrivato che era morto, anche se conoscevo gente dell'Opera da prima. Ho conosciuto bene Giovanni Paolo II e quello che contraddistingue i Santi è la grande umiltà, il grande amore per gli altri e il grande amore per Dio".



C.R.: "Proprio su questo punto, cioè sulla sua conoscenza personale di Giovanni Paolo II e sulla conoscenza di San Josemaria attraverso i 50 film che ha citato e che glielo hanno reso familiare. Due "Servi di Dio mediatici" che l'hanno accompagnata nella Sua vita e nella Sua carriera. Come li ha conciliati?"


A. Michelini: "Credo che intanto stiano seguendo le vicende del Mondo e della Chiesa dall'alto assieme a tutti gli altri Santi. Si erano conosciuti perchè il Papa aveva partecipato ad alcune iniziative e quindi conosceva l'Opera e l'Opera conosceva lui. Si capivano molto bene proprio per un fatto di santità. Lui ha sempre considerato e stimato l'Opera tanto che è stato lui a firmare la costituzione dogmatica, l'atto fondazionale, l'atto giuridico che riconosceva l'Opera come Prelatura Personale nell'82.

La mia esperienza personale: nel novembre del '77 chiesi l'ammissione all'Opera che è vocazionale, non è come l'iscrizione ad un club!

Come mi disse Luca di Montezemolo che portai in un centro dell'Opera negli anni '80: <<Alberto - disse - ma io non potrei iscrivermi?>>, risposi <<Luca, ma non è un Rotary: questo è un fatto di vocazione, o ce l'hai o non ce l'hai, ma devi prima sapere cos'è l'Opus Dei>>. Lui non aveva capito, in buona fede, ma quanti pensano che sia una sorta di club esclusivo oppure un fatto, come dire, per avere qualche vantaggio. Oppure per prendere voti elettorali.
Dall'84 al 2006, durante la mia esperienza parlamentare, nessuno mi chiedeva mai dell'Opus Dei, anche se tutti a quel punto lo sapevano perchè sui giornali ero attaccato per questo motivo. I miei colleghi Deputati si interessavano all'Opera solo sotto campagna elettorale, pensando di prendere voti.

 

Tornando ai due: il momento cruciale fu per me il novembre '77 perchè nell'Opera mi viene chiesto di occuparmi, data la mia professione, del film per il cinquantesimo anniversario.

Il momento era cruciale per il Mondo e per la Chiesa perchè il '78 è stato un anno terribile, l'anno dei tre Papi.

Il '78 è stato per l'Italia l'anno dell'assassinio di Moro, dell'impeachment di Leone... è stato un anno micidiale. Per chi era giornalista ma anche per la società Italiana e per la Chiesa, arrivata a un punto veramente basso, aveva toccato il fondo. Un amico diceva che era in vigore l'interpretazione del "Concilio Secondo me", riferendosi al Concilio Vaticano Secondo.
A quel punto arriva quest'uomo straordinario che irrompe sulla scena e fa capire subito il proprio peso. L'ho rivisto di recente facendo il film "Credo" in alcuni passaggi in cui dico, cacchio!, ma io non me lo ricordavo! Uno poi ci fa l'abitudine alle cose, ma se lo vedi oggi e pensi che quest'uomo ha fatto un'irruzione straordinaria, carismatica, sulla scena dopo il battito d'ali di colomba di Giovanni Paolo I e dopo il grande filosofo, il grande teologo che era stato Paolo VI.

 

Quello fu il momento anche cruciale che aveva coinciso con la mia presa di coscienza dell'Opera e della vocazione nell'Opera, così legata a questo Papa. Qundi ho vissuto la mia vocazione all'Opera con il Pontificato di Giovanni Paolo II. Era come sommare due cose incredibili, pazzesche, due esperienze straordinarie.
C'era una tale affinità tra la figura di Giovanni Paolo II e la figura di San Josemaria, lo spirito, la chiesa e la sua tradizione, ma con la modernità caratteristica dell'Opera. Quello che ci vuole per i tempi maturi.

 

Vivendo questo pontificato dall'interno e molto vicino al Papa, soprattutto nei primi anni, è chiaro che per me è stato più facile vivere la Fede e vivere la testimonianza del Cristiano anche nelle situazioni difficili sia del giornalismo che della politica.
Un'esperienza straordinaria, assolutamente staordinaria, anche con Giovanni Paolo I, che io conobbi da Patriarca di Venezia che mi conosceva dalla televisione e mi raccontava che se non avesse fatto il sacerdote avrebbe fatto il giornalista, con una fortissima passione per la scrittura."

 

La nostra chiacchierata prossegue con una serie di aneddoti e un racconto molto interessante sui rapporti tra la Chiesa e il Partito Comunista, diretto allora da Berlinguer, e sull'incontro tra i futuri Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, che si sono conosciuti occasionalmente ad un sinodo dei vescovi e nel giro di poco più di un mese sarebbero stati il primo e il secondo Papa.

Un personaggio con cui si potrebbe chiacchierare per ore e ascoltare i racconti di chi ha vissuto in diretta, da un privilegiato punto di osservazione, la storia dei nostri ultimi trent'anni, da Papa Luciani al muro di Berlino a chissà quante altre vicende di cui oggi non c'è stato il tempo di parlare ma che avremo, ne sono certo, occasione di approfondire.

 

Ci richiamano all'ordine: Sindaco, autorità e pubblico attendono, abbiamo sforato di mezz'ora abbondante il programma iniziale e Alberto Michielini si prende il tempo per l'ultima battuta, proprio su San Josemaria Escrivá: "Come hai capito, la mia vita di Cristiano fedele dell'Opus dei sia intrecciata incredibilmente con quella del pontificato di Giovanni Paolo II, come un fatto assolutamente naturale perchè vedevo, nell'azione e nella figura di Giovanni Paolo II, lo spirito che imbeve l'Opera. Quando San Josemaria dice che c'è una scintilla di eternità in qualsiasi cosa che facciamo in un'ottica di fede, quindi offrendo tutto quello che fai a Dio e facendo tutto per la gloria di Dio, tu dai dimensione di eternità alle cose più umili e più semplici, come pulire una pentola o di spazzare per terra. Se tu lo fai in questa ottica, se tu lo metti in questa dimensione, tutto diventa oro agli occhi di Dio e tu trasformi in endecasillabi la prosa quotidiana!"

 

Chicco Rossi x Varese.Net

 
Il corpo distante PDF Stampa E-mail
Conferenze - Varese
Scritto da Redazione   
Lunedì 21 Settembre 2009 14:07

“Il corpo distante; l’identità del paziente tra medicina specialistica e aspettative di cura”.

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