Eventi
Evento
- Titolo:
- Lo specchio di carta- l’epistolario come disvelamento di sé e del mondo
- Quando:
- 06.11.2008 - 27.11.2008 15.00 h
- Dove:
- Scuola media Anna Frank -
- Categoria:
- Eventi
Descrizione
UNIVERSAUSER in collaborazione con la Biblioteca della Scuola "A.Frank"
Lo specchio di carta- l’epistolario come disvelamento di sé e del mondo.
giovedì 6-13-20-27 novembre, ore15,00
Docente : prof. Maria Grazia Ferraris
Sede: Scuola Media "A: Frank"
info: Bruna Brambilla cell 333-4169612 0332-341843
Viviamo l’epoca delle comunicazioni super-rapide, degli sms e dei telefonini: la lettera non è più di moda, né come strumento di comunicazione interpersonale né come soliloquio diaristico, sfogo, dialogo zoppo, monologante. È diventato uno strumento obsoleto.
È stato invece l’oggetto privilegiato di comunicazione delle generazioni che ci hanno preceduto. È stato anche una scelta letteraria significativa su cui riflettere.
Dagli epistolari emergono stupefacenti storie d’amore e di dolore, di passione e di lotta: documenti storici e letterari di primo ordine, piccoli e talvolta grandi capolavori che commuovono, educano e segnano il sentimento del lettore partecipe.
Le lettere manifestano, come dice D. Maraini, che le utilizza anche come forma di romanzo, “un piacere sensuale dello scrivere” che assomiglia a quello di suonare uno strumento, di mettere i colori sulla tela o di lavorare la creta con le mani. Si insinuano nella vita di chi le riceve, nei suoi pensieri e nella sua immaginazione e sa seguire, quando è intelligente e generosa, il destinatario durante tutta la giornata. Le lettere sciolgono le emozioni, le passioni, i dolori in una che è messaggio di amicizia o d’amore con la naturalezza che è quella del respiro.
Presentiamo pertanto 4 epistolari, quattro storie diverse di donne e uomini che hanno praticato il genere epistolario con sapienza, passione ed arte e che percorrono da un punto di vista decentrato, quasi privato, ma non per questo meno significativo, il percorso della storia sociale e letteraria che ci ha preceduti.
giovedì 6 novembre ore 15.00 : “Volevo il biancospino…”: PAOLINA LEOPARDI e il suo mondo recanatese.
Una straordinaria e vibrante Paolina Leopardi, più simile di quanto potessimo mai aspettarci al grande fratello Giacomo ed intelligente e sensibile quanto lui, racconta in lettere alle amiche, che è impossibilitata a frequentare, la sua quotidiana esperienza di giovane donna sola, vestale insofferente di una magione avita, in un paese lontano dal mondo e dalla cultura, chiusa in una famiglia arida, che di nobile ha solo il titolo e che la isola dal contesto sociale, pur fortemente limitato del suo tempo
giovedì 13 novembre ore 15,00 “Amarti è odiarti…”: LIDIA e l’eterno femminino carducciano.
Un grande Autore con la fama immeritata di misogino, un poeta professore, un premio Nobel conquistato alla fine della vita per le sue poesie classiche e patriottiche, eppur raffinato sperimentatore di metrica barbara, in alcuni momenti decadente, rivela il suo mondo sentimentale segreto, il mondo dell’attrazione per l’eterno femminino attraverso alle seicento lettere inviate a Carolina Cristofori Piva, straordinario documento artistico e umano di un uomo innamorato, che si esprime con una sincerità del tutto senza riserve.
giovedì 20 novembre ore 15,00 “ Non ho amato mai….”: AMALIA GUGLIELMINETTI e G. Gozzano.
“Perché mi fate piangere, Guido, perché mi fate rimpiangere quel poco che v’ho dato di me? Non dovevo venire con Voi quel giorno per soffrirne dopo, così, per vedermi tolta anche la piccola dolcezza di sentirvi qualche volta vicino. E così poca cosa la vita e così breve per tormentarci volontariamente anche quella piccola parte di bene che ci concede?
Un amore difficile del primo Novecento tra un poeta intelligente, malinconico e scettico che sa di dover presto morire e che nega ostinatamente l’amore e una elegante e affascinante poetessa che spera di poter fermare il tempo e l’uomo che inevitabilmente e volontariamente le sfugge, risultando purtroppo dolorosamente perdente
giovedì 27 novembre ore 15,00 “Parlo sola e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali.…”: SYLVIA PLATH e Ted Hughes- Lettere di compleanno.
Due grandi poeti contemporanei che sperano di sfuggire ai limiti della banalità quotidiana e del tempo con la poesia. Ma ciò che li unisce alla fine li separò. Cercavano entrambi la stessa cosa, e cioè la poesia, e un modo per scriverla vivendo, ma non entrambi, insieme, ce la fecero. Sylvia per scrivere dovette sfiorare la morte; e in quel rischio, che lei accettò…, perse la vita.
Le lettere che per trentacinque anni Hughes ha scritto dopo la morte di Sylvia testimoniano che certo, lui non c'era, le è mancato, ma anche che forse anche lui è morto con lei in quella morte.
In silenzio tenacemente ha covato il dolore, che finalmente scoppierà nella bellezza di versi che sono semplicemente poesia. L' ha amata, l' ha abbracciata cullando se stesso, l' ha persa. Lo strazio del dolore può fruttare poesie.
Lo specchio di carta- l’epistolario come disvelamento di sé e del mondo.
giovedì 6-13-20-27 novembre, ore15,00
Docente : prof. Maria Grazia Ferraris
Sede: Scuola Media "A: Frank"
info: Bruna Brambilla cell 333-4169612 0332-341843
Viviamo l’epoca delle comunicazioni super-rapide, degli sms e dei telefonini: la lettera non è più di moda, né come strumento di comunicazione interpersonale né come soliloquio diaristico, sfogo, dialogo zoppo, monologante. È diventato uno strumento obsoleto.
È stato invece l’oggetto privilegiato di comunicazione delle generazioni che ci hanno preceduto. È stato anche una scelta letteraria significativa su cui riflettere.
Dagli epistolari emergono stupefacenti storie d’amore e di dolore, di passione e di lotta: documenti storici e letterari di primo ordine, piccoli e talvolta grandi capolavori che commuovono, educano e segnano il sentimento del lettore partecipe.
Le lettere manifestano, come dice D. Maraini, che le utilizza anche come forma di romanzo, “un piacere sensuale dello scrivere” che assomiglia a quello di suonare uno strumento, di mettere i colori sulla tela o di lavorare la creta con le mani. Si insinuano nella vita di chi le riceve, nei suoi pensieri e nella sua immaginazione e sa seguire, quando è intelligente e generosa, il destinatario durante tutta la giornata. Le lettere sciolgono le emozioni, le passioni, i dolori in una che è messaggio di amicizia o d’amore con la naturalezza che è quella del respiro.
Presentiamo pertanto 4 epistolari, quattro storie diverse di donne e uomini che hanno praticato il genere epistolario con sapienza, passione ed arte e che percorrono da un punto di vista decentrato, quasi privato, ma non per questo meno significativo, il percorso della storia sociale e letteraria che ci ha preceduti.
giovedì 6 novembre ore 15.00 : “Volevo il biancospino…”: PAOLINA LEOPARDI e il suo mondo recanatese.
Una straordinaria e vibrante Paolina Leopardi, più simile di quanto potessimo mai aspettarci al grande fratello Giacomo ed intelligente e sensibile quanto lui, racconta in lettere alle amiche, che è impossibilitata a frequentare, la sua quotidiana esperienza di giovane donna sola, vestale insofferente di una magione avita, in un paese lontano dal mondo e dalla cultura, chiusa in una famiglia arida, che di nobile ha solo il titolo e che la isola dal contesto sociale, pur fortemente limitato del suo tempo
giovedì 13 novembre ore 15,00 “Amarti è odiarti…”: LIDIA e l’eterno femminino carducciano.
Un grande Autore con la fama immeritata di misogino, un poeta professore, un premio Nobel conquistato alla fine della vita per le sue poesie classiche e patriottiche, eppur raffinato sperimentatore di metrica barbara, in alcuni momenti decadente, rivela il suo mondo sentimentale segreto, il mondo dell’attrazione per l’eterno femminino attraverso alle seicento lettere inviate a Carolina Cristofori Piva, straordinario documento artistico e umano di un uomo innamorato, che si esprime con una sincerità del tutto senza riserve.
giovedì 20 novembre ore 15,00 “ Non ho amato mai….”: AMALIA GUGLIELMINETTI e G. Gozzano.
“Perché mi fate piangere, Guido, perché mi fate rimpiangere quel poco che v’ho dato di me? Non dovevo venire con Voi quel giorno per soffrirne dopo, così, per vedermi tolta anche la piccola dolcezza di sentirvi qualche volta vicino. E così poca cosa la vita e così breve per tormentarci volontariamente anche quella piccola parte di bene che ci concede?
Un amore difficile del primo Novecento tra un poeta intelligente, malinconico e scettico che sa di dover presto morire e che nega ostinatamente l’amore e una elegante e affascinante poetessa che spera di poter fermare il tempo e l’uomo che inevitabilmente e volontariamente le sfugge, risultando purtroppo dolorosamente perdente
giovedì 27 novembre ore 15,00 “Parlo sola e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali.…”: SYLVIA PLATH e Ted Hughes- Lettere di compleanno.
Due grandi poeti contemporanei che sperano di sfuggire ai limiti della banalità quotidiana e del tempo con la poesia. Ma ciò che li unisce alla fine li separò. Cercavano entrambi la stessa cosa, e cioè la poesia, e un modo per scriverla vivendo, ma non entrambi, insieme, ce la fecero. Sylvia per scrivere dovette sfiorare la morte; e in quel rischio, che lei accettò…, perse la vita.
Le lettere che per trentacinque anni Hughes ha scritto dopo la morte di Sylvia testimoniano che certo, lui non c'era, le è mancato, ma anche che forse anche lui è morto con lei in quella morte.
In silenzio tenacemente ha covato il dolore, che finalmente scoppierà nella bellezza di versi che sono semplicemente poesia. L' ha amata, l' ha abbracciata cullando se stesso, l' ha persa. Lo strazio del dolore può fruttare poesie.
Sede
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- Scuola media Anna Frank
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Staremo al caldo in casa e comunicheremo con gli amici per i rituali Auguri.
Al massimo spostamenti nei dintorni del campanile.
I migliori auguri per un prospero e felice "2009"