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La Politermica

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La cooperativa di artigiani La Politermica, una delle poche aziende del settore a fornire un servizio a ciclo completo: trenta tecnici specializzati (bruciatoristi, elettricisti, idraulici, frigoristi, muratori e carpentieri), un'attrezzatura d'avanguardia, un magazzino sempre fornito di pezzi di ricambio per poter intervenire immediatamente nella risoluzione di qualsiasi problema.  

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Lettere al Direttore
57 anni troppo giovane per la pensione, troppo vecchio per l'assunzione PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Venerdì 03 Febbraio 2012 12:47

Riceviamo e pubblichiamo integralmente: "Alla Presidenza del Consiglio.... ma il Ministro Fornero sa cosa vuole dire lavorare 40 anni ed essere lavoratori precoci?
ma il Ministro sa cosa è il lavoro?... non quello dei politici o dei maneger, ma quello dei lavoratori in aziende pubbliche o private che siano?
guardi, Ministro Fornero, io provengo da una azienda in crisi, e sto cercando lavoro, visto che a 57 anni sono troppo giovane per andare in pensione... e allora perchè mi sento rispondere da tutti quelli che interpello per un posto di lavoro che sono troppo vecchio a 57 anni per chiedere un lavoro?, io ho provato a dire che per il Ministro Fornero le aspettative di vita sono diverse e arrivano al lavoro fino a 67 anni e questi mi hanno chiuso bellamente la porta in faccia!
che mi risponde sig. Ministro? e non ci prenda per i fondelli ... perlomeno!
"

 

Osvaldo

 
Il Sindaco Fontana fa chiarezza su Imu PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Giovedì 22 Dicembre 2011 15:03

Egregio sig. direttore,

chiedo un po’ di spazio al suo giornale per contribuire alla discussione sull’Ici-Imu, tema che sta creando legittima apprensione tra i cittadini, ma sui cui c’è anche molta confusione.
E’ una tassa comunale oppure no? Direi proprio di no, nonostante la denominazione, perché la maggior parte del suo gettito non finirà nelle casse dei Comuni. I sindaci sono chiamati a mettere la faccia su una tassa che non porterà risorse ai loro Comuni, ma allo Stato.
Anci ha sempre sostenuto la necessità di una tassa sulla prima casa, perché legata al territorio, come accade in tutti i paesi federalisti. Toglierla ha indebolito questo legame e ridotto l’autonomia finanziaria dei Comuni.
L’autonomia finanziaria permette di sviluppare servizi e, quindi, misurare la capacità degli amministratori. Come dice un efficace slogan: il cittadino paga i tributi, vede come sono utilizzati e vota premiando o punendo i propri amministratori. Il federalismo presuppone certezza delle risorse, territorialità del tributo e una sua manovrabilità: la reintroduzione dell’Ici poteva avere senso se inserita all’interno di questo percorso federalista, restituendo risorse e autonomia finanziaria ai Comuni per sviluppare investimenti e servizi.
Ma la nuova Imu porta maggiori entrate ai Comuni? No: ai Comuni con una mano viene concessa una tassa locale, ma con l’altra viene sottratto ogni gettito che superi l’attuale gettito Ici. Ogni euro in più viene preso dallo Stato. Anzi, se un Comune volesse abbassare l’aliquota ai propri cittadini, dovrebbe corrispondere la differenza allo Stato: in pratica, sarebbe il Comune stesso a pagare l’lmu. La verità è allora che questa tassa, nata per perseguire un disegno federalista, è stata subito piegata a una logica profondamente centralistica.
Per di più lo Stato tratterrà da subito metà del gettito sulla seconda casa e opererà un taglio al fondo di riequilibrio già definito in 1,627 miliardi nel 2012, 1,762 nel 2013 e 2,162 miliardi nel 2014, corrispondente al supposto surplus di gettito. Oltre a questo, ci sarà un altro ed ulteriore taglio di 1,45 miliardi come ulteriore contributo dei Comuni al risanamento del Paese. 
Insomma, i cittadini pagheranno l’Imu ma si ritroveranno con i Comuni che non faranno più investimenti e taglieranno i servizi. Il patto di stabilità ci impedisce di utilizzare fondi che potremmo spendere per gli investimenti e la manutenzione del territorio e per far ripartire l’economia facendo lavorare le imprese. Sono soldi che già abbiamo in cassa, ma che non possiamo spendere perché il resto della pubblica amministrazione non riesce a diminuire il suo deficit. Il contrario di quanto serve per rilanciare la crescita. Complessivamente i tagli ai Comuni, sommati al patto di stabilità, ammontano nel 2012 a 8,5 miliardi di euro.
L’unica manovrabilità lasciata ai sindaci è di aumentare le aliquote dell’Imu. E’ un’autonomia di cui c’è poco da rallegrarsi, perché non porta migliori servizi ai cittadini ma solo più tasse per mantenere i servizi essenziali. Ricordiamo l’azzeramento del fondo per la non-autosufficienza, la drastica riduzione del fondo per le politiche sociali, i tagli a cascata che i Comuni ricevono dalle Regioni, a loro volta vittime della scure del governo.
Si parla di tagli agli sprechi e ai privilegi della pubblica amministrazione. Ma quando si parla di Comuni, spesso si vedono sprechi e privilegi anche dove non ci sono. Dopo anni di tagli i Comuni hanno già eliminato tutte le spese superflue: da anni sono l’unico comparto che ha migliorato il bilancio, gli stipendi medi del personale sono più bassi che in altri livelli amministrativi, come anche il rapporto tra dirigenti e dipendenti. E le indennità dei sindaci e degli assessori sono una frazione degli stipendi dei politici, di cui tanto si discute.
Chiediamo serietà: i tagli ai Comuni sono tagli ai cittadini. Come sindaci chiediamo al governo di rivedere il meccanismo del patto di stabilità e di farlo diventare un patto per lo sviluppo, per permettere ai Comuni di investire sui territori, creando lavoro e aiutando in questo modo la ripresa economica. Chiediamo anche che l’Imu, se vogliamo chiamarla davvero “imposta municipale”, ci sia lasciata per intero, insieme alla possibilità di programmare le politiche per il territorio contando su risorse certe. Rinunciamo in cambio a tutti i trasferimenti statali. Forse ci perderemo in gettito, ma ci guadagneremo senz’altro in autonomia.

Attilio Fontana, Sindaco di Varese
Presidente di ANCI Lombardia

 
Un Monti anche nel 1200 PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Venerdì 25 Novembre 2011 09:10

Egregio Direttore,
questa mia per citarLe, un brano da: L'Ialia dei comuni, secoli XI-XIII secolo,edizioni CAROCCI, di Elisa Occhipinti.
"...la gestione del debito pubblico consolidato venne affidata ai Monti cittadini, i cui buoni, diventati titoli commerciabili, rappresentarono una forma di investimento al riparo dai rischi..." (fa ridere la similitudine e la coincidenza nominale.....  Monti deve essere in assoluto una sfiga per l'economia del popolo, figuriamoci poi Tre-monti,....)  è un libro universitario che sembra ripetere i cicli e ricicli storici dove i Monti c'entrano sempre... dicono ci sia da fidarsi, a me pare proprio di no! l'esperienza di Islanda dice l'esatto contrario.
Viste anche le ultime dichiarzioni su pensioni, ici, tasse varie, pure quella sui cani e animali domestici come tassa di lusso... mi immagino l'incazzatura di Bossi, l'Umberto pagare una tassa di lusso per il possesso di una trota?.... naturalmente sempre rivolte ai contribuenti, la lega una volta osava dire pantalone che paga, l'onesto, (oggi la lega si è ritirata sull'aventino, gli conviene visto i disastri che ha combinato con il governo Berlusconi, Tremonti, Bossi),  ma NULLA, RIPETO NULLA si dice contro evasioni fiscali, evasori fiscali e speculazioni bancarie di vario genere... affidando a dei banchieri le sorti di una crisi voluta dalle banche e dalle speculazioni non si fa che confermare l'assoluta dipendenza di questa europa, non certo dei popoli, ai banchieri e speculatori,  che non è quella che noi volevamo!... sarebbe meglio chiuderla qui!, non la discussione ma l'Europa!
un europeista deluso
Osvaldo Bossi
Gallarate

 
Rievocazioni? PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Lunedì 14 Novembre 2011 14:07

Egregio Sig. Direttore
ieri alla luce di quanto è accaduto ho pensato potesse essere una rievocazione di un famoso 24 luglio (1943). Apprezziamo i festeggiamenti però ricordiamo che i debiti da onorare e le fabbriche che chiudono sono problemi che non si risolvono defenestando solo qualche persona. Seppur esprimendo un senso di speranza per un futuro migliore mi chiedo se veramente questa volta ci sarà da subito la "difesa di Roma" senza fughe a Brindisi (o in "Padania") al fine di rievocare quanto prima il 25 aprile (1945) senza comunque dover ricordare le brutte immagini di un famoso distributore di benzina.
Agostino De Zulian
Varese - Verbania

 
04 novembre 1918 – 04 novembre 2011 PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Sabato 05 Novembre 2011 11:02

 

Lettera al Direttore

04 novembre 1918 – 04 novembre 2011

Proprio in occasione dell'anniversario del raggiungimento della piena indipendenza di tutto il territorio della nostra Patria Italia corrispondente con la fine della Prima guerra mondiale i nostri politici di ora sono costretti a “porre sotto tutela” di “curatori” il loro agire economico.

Un fatto indescrivibile che si riassume con la semplice definizione di “Perdita della libertà dell'autogoverno della Nostra Repubblica”.

Perdita le cui gravi responsabilità sono da addebitarsi a scelte, decisioni e “usi” di persone ben definite a cui però il Popolo non può del tutto esimersi visto che a monte lo ha permesso in quanto lo stesso ha deciso da chi farsi guidare.

Il rispetto per chi ha dato anni di vita e la vita stessa sulle strade, sui campi di battaglia per liberare l'Italia dalle dominazioni e dalle decisioni “straniere” da Bolzano a Pantelleria fermo restando il rispetto delle organizzazioni Mondiali ed Europee pare venir meno.

E' veramente un brutto giorno per la nostra Patria Italia.

Solo un impegno unico, collettivo anche e soprattutto da costruire con le giovani generazioni il compito di togliere con le “Armi della pace” e nel quieto vivere” questo “giogo” che minaccioso sta sulla nostra testa.

Agostino De Zulian

 

 


 

Gent. Sig. De Zulian,
personalmente trovo una scelta di responsabilità politica e di professionalità, l'aver chiesto al FMI di controllare e monitorare i nostri conti.

Ho votato per questo governo e non me ne sento più rappresentato, soprattutto non sento che stiamo andando nella direzione giusta per la nostra Grande Italia. Una scelta di questo tipo mi fa ben pensare su un briciolo di ravvedimento e su un colpetto di sterzo per riprendere la strada e uscire dalla palta. Una piccola strisciolina di asfalto nel mare di fango.

Forse il risultato del controllo dei conti dirà che i casini peggiori sono stati fatti negli ultimi dieci anni o forse che scaviamo questo pozzo fin dal dopoguerra. Non so. Quello che so e che mi soddisfa è che il Presidente Napolitano, che ho disprezzato al momento della sua nomina, ha agito con vera e grande responsabilità, prendendosi i rischi di critiche e impopolarità ma dimostrando di avere, oltre a un inaspettato (da me) equilibrio, anche delle solide palle!

Il più bel giorno per la nostra Patria Italia sarà quello in cui la maggioranza farà le riforme ascoltando l'opposizione; in cui l'opposizione farà il suo dovere rispettando la maggioranza e contribuendo con idee valide al buon governo; in cui i giornalisti faranno giornalismo; in cui i preti parleranno di religione; in cui i cittadini non approfitteranno di ogni scappatoia per fare i furbetti come fanno coloro che vengono criticati dai cittadini stessi.

Non è con le parole che possiamo cambiare tutto. Di parole ce ne sono troppe, verbali e scritte, in accorati dibattiti televisivi e in missive euro-procrastinanti... L'unica cosa che ha sempre contato e che dovrebbe contare ancora, sono i fatti.

Grazie per avermi scritto.

A presto.

 

Chicco Rossi

 
Intitolazione del parco a Gentile PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Sabato 05 Novembre 2011 10:51

egr. Direttore,

questa lega non finisce di stupirci, ne sa una più del diavolo.


Qualche settimana addietro, ul senatur, in risposta alle polemiche col sindaco di Verona Tosi ebbe a dire che lui con altri avrebbero portato i fascisti nella lega, non che modifichi l'atteggiamento stesso razzista della lega, ma vi è un diritto di paternità che sembra conteso tra il sindaco di Verona Tosi e il sindaco di Varese Fontana.


Le dichiarazioni di Bossi in aperta conflittualità con lo stesso Tosi:

(dal Corriere 18 ottobre) L'unanimismo è distrutto, per bocca dello stesso Umberto Bossi, che mantiene la promessa fatta al congresso di Varese, quella di «non tollerare più». E punta con violenza mai vista contro il più importante dei sindaci leghisti, Flavio Tosi da Verona: «È uno stronzo» proclama il «capo» agitando il dito medio davanti ai cronisti. L'accusa è quella già formulata nei confronti dei non allineati di Varese: «Ha tirato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non può essere sopportata per molto. Noi abbiamo altri progetti». Di più. Proprio parlando di Varese, Bossi lascia intendere che le liste di espulsione, anche quelle, non sono una menzogna dei giornalisti. E la colpa, ancora una volta, è dei «fascisti»: al congresso «An aveva messo un po' di gente. Il segretario provinciale, che ho mandato via, ha dato la tessera a un po' di loro e la base ha chiesto di andare via dal partito. Qualcuno ha preso anche quattro sganassoni perché aveva le braccia tese».


Ora, le dicharazioni del sindaco di Varese Fontana sull'intitolazione del porco di varese a Gentile, illuminato intellettuale del fascismo e della RSI e sopratutto illuminato dalle leggi razziali vanno in questo senso?... aveva ragione chi ha sempre sostenuto che la lega è razzista e fascista?, Fontana è più fascista di Tosi?... cosa non farebbero questi per riappacificare gli animi e mettere sullo stesso piano carnefici e vittime, assassini e assassinati, tra coloro che mandarono migliaia di oppositori politici, ebrei, comunisti, omosessuali, zingari,ecc.. nei campi di sterminio e le vittime che ci finirono?... anche da noi vi è la logica del "scurdammoce u passato simmo a Varese paisà!"


ciò è semplicemente VERGOGNOSO!


Osvaldo Bossi

Gallarate

 

 
Ma allora il Pd appoggiava la Lega di una volta? PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Giovedì 27 Ottobre 2011 09:44

egr Direttore,
riportato su Repubblica.it http://www.repubblica.it/politica/2011/09/22/foto/manifesto_pd_contro_lega_salva_cricca-22079005/1/ un manifesto del PD sulla lega: con il titolo emblematico: "dov'è finito il carroccio di una volta? la lega salva la cricca" con un Alberto Da Giussano con la spada piegata.
Ora, il dato preoccupante non è l'Alberto o la lega che salva la cricca ma l'analisi, a dir poco scellerata fatta dai dirigenti del PD nell'affermare "dov'è finito il carroccio di una volta?" quasi a dire che la logica della lega è andata bene al PD sino alla votazione salva Milanese in parlamento!, quasi che la lega di una volta era buona, oggi non più...ora, una considerazione viene spontanea, ma gli attacchi leghisti alla democrazia, ai diritti dei lavoratori (art. 8 per il licenziamento "facile"), alle libertà individuali, alle pensioni (si percho i leghisti lo sanno benissimo che il loro governo nel mese di agosto di quest'anno le pensioni le ha già intaccate spostando la finestra di 15 mesi, altro che far finta di dire che le pensioni di anzianità non si toccano!) , sono state bazzecole per i dirigento PD? e le leggi sull'immigrazione? e i tentativi di modificare la Costituzione per servire meglio i padroni e i potentati economici? e l'asservimento alla causa del padron silvio? ecc.... ce li siamo dimenticati?.... Mi piacerebbe capire da che parte stanno i dirigenti del PD.
Osvaldo Bossi

 
Palestina PDF Stampa E-mail
Redazione - Lettere al Direttore
Lunedì 24 Ottobre 2011 11:34

Egr. Direttore
A ritmi cadenzati e in apparenza non coordinati tra loro spunta, come un martello battente e con rumori stridenti e fastidiosi per l’orecchio umano, la truce storiella dei comunisti orditori dei peggiori crimini che animo umano abbia mai escogitato. Una di queste, anche se passata quasi nel più ossequioso silenzio, riguarda la sentenza di qualche settimana fa sulla strage di Bologna.

Da tale rilettura dei fatti emerge che i responsabili di questo efferato delitto sono stati dei terroristi palestinesi: è facile continuare a distogliere lo sguardo dall’autentica realtà buttando la croce sempre su questo martoriato popolo mediorientale. In questi giorni, per aumentare il fango scagliato contro questa popolazione discriminata, il presidente della massima potenza mondiale, che si dovrebbe configurare quale difensore delle libertà delle minoranze, ha dichiarato che porrà il veto a una qualunque forma di indipendenza. Ciò si scontra con una seppur minima concezione di pietà umana verso gente martoriata e violentata da quasi cinquanta anni di oppressione sistematica israeliana con la complicità di amicizie occidentali ben note.

Questo scempio mediatico oscura la dinamica fattuale della situazione che vede come protagonisti in negativo delinquenti della matrice fascista, facendoli assurgere al ruolo di vittime e santificando tali nefasti personaggi con lo scopo di mostrare che, alla fine dei conti, tutta la politica è marcia e imputridita dalle stesse pratiche. Il tutto sfocia in un disegno ben preciso ,che ha come massima aspirazione la cancellazione del 25 Aprile e di altre date significative per la crescita di una cultura civica e vitali per il nostro presente per poter far affiorare un germoglio democratico.

Questi disegni eversivi vanno fermati con azioni forti che lascino una vera impronta di cambiamento visto che gli ostacoli frapposti da chi dovrebbe fare opposizione non risultano di particolare efficacia, data la frammentazione ideale su un progetto di una vera svolta.

Alberto

 
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