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Redazione -
Lettere al Direttore
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Scritto da Redazione
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Lunedì 08 Marzo 2010 10:49 |
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Egregio direttore, parliamo di tane.
Il progetto di “recupero” della cava Italinerti, situata su un fianco della collina dei Tre Scali sul lato sinistro del fiume Bevera nel comune di Cantello, comporta l’asportazione di 2 milioni di m3 di materiale, un vistoso abbassamento del profilo della collina, un cospicuo allargamento dell’area di escavazione. Il progetto prevede anche la distruzione della “tana dal Balzaregn” che, guardando il fronte cava, si trova abbastanza lontano in alto verso destra. L’origine di questo nome non è nota. In questa tana, legata a tante storie di caccia, nel 1990 fu segnalata la presenza del tasso, dopo almeno 50 anni di assenza dalla valle. Anche a sinistra del fronte cava, a metà costa, su un piccolo pianoro, vi sono numerosi affioramenti di roccia, o meglio di un agglomerato che i geologi chiamano “ceppo”, una formazione tipica di questa valle. Essi danno luogo a sporgenze e anfratti e, in alcuni casi, a tane, in parte di origine geologica e in parte scavate da animali. Alcuni anni or sono, in una di queste tane dei Tre Scali, si trovarono dei ferri arrugginiti, trappole per la volpe, messi da cacciatori di chissà quanti anni fa. Sono luoghi impressi nelle nostre tradizioni, nelle nostre memorie, nelle nostre affezioni. Ma ciò che esiste da centinaia di migliaia di anni sembra ora destinato alla macinatura.
Queste tane sono presenti per tutta la valle, sia sul fianco destro che sinistro, in genere a metà costa. C’e n’è una particolarmente suggestiva non lontano da Velmaio, una specie di salotto, con porta e finestra. La più grande di tutte è la “tana dal Fügegn” - il significato di questa parola è andato perduto - vicino alla località Pianezzo. A Cantello c’era un tempo l’abitudine di andarci in processione il venerdì santo. Quando entravano i cani, per la caccia alla volpe, si sentivano abbaiare lontano; da qui la leggenda che la tana arrivasse fin sotto l’altare della chiesa di Malnate. Vicino ci sono i “Sass da Calé”.
Per “ripristinare” si cava, si vende, si spiana e si fanno i gradoni. Abolita ogni differenza tra la Bevera e qualsiasi altro posto. Tutto livellato, unificato, geometrizzato, appiattito, standardizzato. Viene completamente tradito il significato della parola ripristinare: riportare allo stato pristino, originario. Ho sentito anche parlare di piste ciclabili, forse con ampio parcheggio. Metteranno anche i faretti?
Lasciamo le cose come stanno! Meglio l’attuale voragine che il ripristino. Almeno così qualcosa di pristino rimane.
Cordiali saluti.
Silvio Riva
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Redazione -
Lettere al Direttore
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Scritto da Redazione
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Domenica 07 Marzo 2010 17:34 |
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Mi sento un po’ presa in giro da ciò che sta capitando nella nostra città. Il fatto è questo; il giorno 7 luglio, a Varese, c’è stata un’alluvione; danni a non finire in scantinati e negozi. Fortunatamente arrivano notizie che verrà proclamato lo stato di calamità naturale, per cui i danni saranno risarciti. E’ chiaro che bisogna presentare una domanda, il tal giorno e nel tal ente, per non essere esclusi dal risarcimento. Come proprietario di negozio, mi metto in moto, in quanto il mio negozio non ha solo avuto danni provenienti dall’acqua, ma, soprattutto, dalla fogna che è saltata: c…acca, insomma. Problemi a non finire, soldi a non finire(che se ne vanno): svuotare, pulire, disinfettare, aggiustare, verificare gli impianti, ri - disinfettare (la puzza era veramente tanta); non importa, tanto ci sarà un risarcimento parziale, se non totale. Per fare la stima dei danni, interviene un tecnico, ovviamente, che stila una richiesta con l’ammontare dei danni, va pagato anche lui! Ed ora arriva la grande notizia: NON CI SARANNO RISARCIMENTI! Magnifico !!!, ma io ho presentato la richiesta al momento giusto e all’ente giusto, ho anche la ricevuta! Non vorrei che le regole cambiassero a seconda dei giocatori in campo; mi sembrerebbe poco democratico e, siccome sono una persona di buona volontà, vorrei proporre agli amministratori della mia città di proporre al governo una riduzione di tasse (magari) per tutti quelli che hanno presentato domanda di risarcimento … al momento giusto e …nel posto giusto. Mi piacerebbe proporre su questo sito una raccolta di firme. |
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Lettere al Direttore
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Scritto da Chicco Rossi
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Domenica 20 Dicembre 2009 10:47 |
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Per fortuna qualcuno ci ha scritto, giustamente indignato, accendendo la luce sulla cecità della nostra Amministrazione Pubblica. Il nostro Concittadino che ha firmato la sua lettera, ci apostrofa così:
"Gentile direttore, non ho parole riguardo il vostro articolo “neve tutto sotto controllo”. Non crede che i cittadini vorrebbero almeno essere rispettati dall’onestà intellettuale di chi dovrebbe dare notizie vere e oggettive? Dove stavate lei e la sua redazione questa sera alla 19? Io in fila, paralizzato nel traffico come tutta la città. Una viabilità vergognosa, un disservizio sconvolgente e preoccupante. Come si fa a scrivere “ Neve, tutto sotto controllo?”. Spero che le notizie che divulgherete in futuro siano in po’ più credibili. Lo spero per tutti, l’errore è lecito ed umano, l’errore nostro e anche quello dell’organizzazione cittadina, ma occultare l’errore in una serata come questa può apparire diabolico…
Le invio comunque un gentile saluto
Un cittadino"
Grazie! ...per mille motivi. Innanzitutto grazie per aver veramente LETTO il mio giornale e grazie per essersi arrabbiato e grazie per aver scritto.
Prima di tutto rispondo ai Suoi quesiti: quello che abbiamo pubblicato è il comunicato stampa, riportato tale quale, inviatoci in redazione il 18 dicembre 2009 alle 18.14 dall'Ufficio Stampa del Comune di Varese che, ambasciator non porta pena, supponiamo avesse avuto la comunicazione direttamente dal Comando di Polizia Locale. In effetti il rispetto dei Cittadini è tra le mie priorità assolute ma, chiedo venia, questa occasione era troppo ghiotta.
La mia redazione era alla finestra ad osservare la coda immobile che restava, senza scampo, ad aspettare una millimetrica possibilità di avanzamento. Non ho contato i tentativi di chiamata alla Polizia Locale (Municipio Polizia Municipale - Pronto Intervento e Sinistri Chiamate Pronto Intervento e Sinistri - 0332.283000) che aveva costantemente tutte le linee occupate. Purtroppo non ci è concesso sapere quante linee telefoniche siano disponibili per il Pronto Intervento.
Ora, se me lo concede, vorrei esprimere il mio personalissimo parere sulla questione. La questione viabilistica è ormai allo sfascio più totale, come quasi ogni cosa dove c'è lo zampino della Pubblica Amministrazione. Istintivamente darei un pochino di colpa anche a quegli automobilisti che vedono due fiocchi di neve e si fanno prendere dal panico, ma non posso farlo, non posso prendermela con una reazione emotiva perchè non tutti hanno il controllo delle proprie emozioni e del proprio veicolo.
Il secondo passo è la gestione del traffico e delle strade. Già con le nevicate dello scorso inverno erano state ravvisate delle evidenti mancanze che hanno causato disagi ad automobilisti e pedoni. Speravamo che in un anno ci fosse stato il tempo di organizzare meglio la nuova "emergenza", ma così non è stato, La programmazione non è di casa e la neve non è poi una grande emergenza: arriva tutti gli inverni e si sente nell'aria l'odore di neve già qualche ora prima che inizi a fioccare... per non parlare del freddo e del cielo che preannunciavano l'imbiancata e, ultimo ma non meno importante, le previsioni del tempo.
La faccio breve: di tutti i mezzi spargisale che sono stati preannunciati, ne abbiamo sentiti un paio qualche ora dopo che il nodo viabilistico si era ormai esaurito e tutto era tornato alla normalità. Naturalmente sono rimasti innevati e ghiacciati tutti i marciapiedi, esattamente come lo scorso inverno, forse per esercitare le capacità equilibristiche dei pedoni varesini. Forse, chissà! Le affermazioni degli Assessori Zagatto (Lavori Pubblici - "Si tratta di mezzi appartenenti a contadini che arrivano da fuori Varese. Alle sei sono stati imprigionati nel traffico") e D'Aula (Polizia Locale - "C’è stata una concatenazione di fattori: l’uscita dagli uffici e le compere natalizie") sono delle giustificazioni classifcabili come "Asilo Mariuccia" che denunciano ancora di più che entrambi "non sono sul pezzo".
La stessa iniziativa auto-pubblicitaria del Consigliere Comunale Clerici (regala una sveglia a Zagatto - "si tratta di una sveglia a forma di ruota che quando suona sgomma: la consegnerò a Zagatto così magari la punta e il giorno in cui è prevista neve si muove per tempo") e quella polemica non costruttiva del Consigliere Comunale Mirabelli ("La macchina organizzativa del comune è una Ferrari, l’assessore deve saperla guidare. Bisognerebbe ridefinire i contratti con le ditte che devono intervenire con gli spazzaneve anticipando i tempi di intervento") denotano la stessa spensieratezza. Dagli Assessori ci si aspetta una miglior gestione e dai consiglieri ci si aspettano migliori consigli: anche loro hanno visto avvicinarsi la neve e una squadra che lavora per la città la sveglia se la da prima, non dopo! Il dopo serve ai giornali per riempire pagine di inchiostro.
Oggi, domenica, le temperature previste sono minima meno nove e massima zero gradi. Ghiaccio a go-go ma non si è più vista una manciata di sale da nessuna parte, con la sola esclusioni di quello che i commercianti stanno mettendo davanti agli ingressi dei loro negozi.
Mi permetta ora un ultimo paragrafo dedicato alla Polizia Locale che svolgendo un lavoro assolutamente massacrante e disumano è sempre presente sulle nostre strade, soprattutto in quelle vie pedonali dove possono saltare agevolmente il traffico del centro e salutare, di tanto in tanto, amici e negozianti. Vuole mettere poi lo sforzo, se lo immagini, Lei non ci riuscirebbe, lo sforzo dicevo di girare la faccia dall'altra parte quando ci sono auto parcheggiate sulle striscie pedonali, sui posti per gli invalidi, sui marcapiedi, in terza fila... ovunque! Pensi a quante multe e quanti soldi che potrebbero poi contribuire a ristrutturare la stessa caserma della Polizia Locale che, secondo le recenti dichiarazioni, cade a pezzi ma non ci sono soldi per sistemarla... Un recente episodio avvenuto in zona Tribunale, vicino alla redazione: il Sindaco veniva in Tribunale per non ricordo quale motivo e, poco prima, sono fioccate multe e sono state fatte sloggiare tutte le auto ferme fuori dagli spazi consentiti per la sosta... che bello! Pochi giorni fa il padre di un ragazzo costretto su una carrozzina ha chiamato i Vigili perchè suo figlio non poteva transitare sul marciapiede a causa di alcune auto posteggiate malamente. La pattuglia è arrivata, ha cercato posteggio, ha piazzato l'auto in mezzo alla Via Finocchiaro Aprile. Gli agenti hanno fatto un giro di perlustrazione, hanno appurato che le auto posteggiate appartenevano ad altre forze dell'ordine, sono risaliti in macchina e se ne sono andati... che brutto!
Mi perdoni ma devo chiudere l'articolo prima che mi facciano chiudere il giornale... perchè se accadesse Lei non potrebbe più scrivermi e mi dispiacerebbe molto non poterLe più rispondere.
Buon Natale!
Chicco Rossi x Varese.Net
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Redazione -
Lettere al Direttore
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Scritto da Chicco Rossi
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Sabato 07 Novembre 2009 17:33 |
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Stimato Direttore, ritengo che il CIPE con la approvazione di ieri del progetto Pedemontana abbia compiuto per le Provincie di Varese, Como, Lecco, Bergamo un atto politico paragonabile alla realizzazione della prima autostrada d'Italia, Varese-Milano. Esiste un nesso imprescindibile tra questa decisione e la presenza al governo della Lega Nord.
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Redazione -
Lettere al Direttore
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Scritto da Guido Negretti
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Sabato 24 Ottobre 2009 02:30 |
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Personalmente sono uno di quelli che si siede sempre lontano dalla folla nei cinema. Quando entro in una sala cerco sempre di farlo per primo e a seconda del titolo in cartellone scelgo il posto migliore. Dietro se è un film con grande battage pubblicitario, in mezzo se è un film poco conosciuto (davanti ci sono stato solo quando una mia ragazza si è presentata all’appuntamento con venti minuti di ritardo). Se vicino a me si siede qualcuno inizio a bestemmiare in turco perché, per esperienza personale, so che gli spettatori parlanti mi seguono come la nuvola fantozziana.
Mi piace inoltre avere spazio per muovermi. A volte stendo le gambe a destra, poi a sinistra, butto il tronco sulla sedia vicina, mi spingo in avanti, sgranchisco il collo. Insomma, non sto fermo, e per un motivo semplice: le poltrone al cinema non sono mai comode. Avere spazio per me è quindi una doppia necessità: tranquillità nel potermi assaporare la pellicola e sicurezza di non dover uscire dalla sala con crampi in tutto il corpo (li ho avuti anche in una parte specifica del corpo solo l’unica volta in cui mi sono trovato davanti).
Tuttavia devo dire che in questo caso, Venerdì 23 Novembre 2009, non solo avevo una fila tutta per me, avevo addirittura il novanta per cento dei posti liberi. Le malelingue potrebbero già dire che questo è un fiasco per l’organizzazione e in fondo quale caprone potrebbe dargli torto? A chi interessano cortometraggi di documentari vecchi di decenni, in bianco e nero, che, non fosse per la musica, li si potrebbe anche definire muti? Meglio andare a pascolare per i campi e cercare di trovare qualche capra con cui dare sfogo all’umana necessità di popolamento del suolo (la capra però, molte volte, risponde con un “no, è ancora troppo presto”, e il caprone si riduce a lustrarsi lo zoccolo).
Per carità, io sono dell’opinione che ciascuno sia libero di fare ciò che vuole (a volte anche io belo). Ad esempio, ammetto che Tarkowsky, pur essendo un autore che amo alla follia, per essere visionato abbia bisogno di almeno un bricco di caffé (coadiuvato dai dottori di Arancia Meccanica) o la voglia di farsi vedere pseudo-intellettuali per far colpo sulla capra dalle velleità artistiche (ma, anche qua, lo zoccolo continua ad essere lustrato), tuttavia esistono anche opere che riescono a conciliare l’arte, l’insegnamento e l’autogratificazione. Il mondo non si divide in blockbuster (o cinepattoni che non fanno ridere nessuno ma che tutti, non so perché, continuano a guardare per poi dire “la solita roba”) e rottura delle bocce natalizie (tutti noi uomini siamo dei Babbi Natali) perpetrata ai nostri danni da uno sconosciuto regista che ama filmare un albero per tre ore.
Esistono anche opere che meritano di essere visionate. Trovo assurdo che stasera, in una città che teoricamente dovrebbe essere tra le più importanti nella regione più importante d’Italia, il numero di persone presenti fosse così misero, come trovo assurdo il fatto che alcuni siano entrati per lasciare lo spettacolo a metà proiezione. Ognuno, lo ripeto, è libero di fare ciò che vuole, ma prima di entrare e pagare per il biglietto almeno informatevi su quello che state per vedere. Esistono le locandine, esistono i siti internet, e se proprio siete alla frutta andate su Wikipedia e leggetevi qualcosa sugli autori per farvi un’idea.
Mi inchino davanti alla mancanza di voglia di cercare qualcosa di nuovo in questa ridente città di Varese. Sputo nel piatto in cui mangio? E perché, non mi è possibile dare un’opinione, specialmente se si basa su conclusioni tratte su campo? Può anche essere che la visione di queste pellicole non sia comparabile, in termini di intrattenimento puro, a quella data dall’ultimo filmone pieno di BUM, BAM, una scena di sesso tagliata per non far impallidire lo spettatore (e allora non mettetela, se proprio devo in rete trovo qualcosa di più esplicito e mi lucido lo zoccolo in santa pace, tanto la ragazza con cui sono andato al cinema mi ha fatto capire che il bianco è l’unico colore che vedrò), e la solita gnocca messa apposta per farci dire “che gnocca” (e intanto penso, cosa mi importa di vederla sullo schermo, io con lei non ci farò mai nulla…ditelo, siete dei masochisti che vanno al cinema per essere sicuri di non essere impotenti). Può anche essere, lo ripeto, sono d’accordo con voi, però non trovo assurdo spendere tre ore della vostra vita per approfondire il mezzo cinematografico, per imparare qualcosa di nuovo o, se proprio caproni volete rimanere, per avere un nuovo termine di paragone per settare la vostra scala di “mortorio su pellicola”.
Fate uno sforzo, cercate di connettere occhi e udito alla vostra materia grigia. Per una volta che vi si presenta l’occasione di “acculturarvi” (tra virgolette, non vorrei sembrare troppo presuntuoso) datevi da fare e usate quelle due cose che trovate attaccate sotto le anche (le gambe, maliziosi) e andate a vedere qualcosa che valga la pena. Rigurgito Epico/Dantesco: se fossi uno snob artistico vi darei un “fatti non foste...etc. etc.”, ma visto che a dir la verità non mi attrae più di tanto, direi che stasera più di un caprone “del cul fece trombetta” alla possibilità di ampliare un poco la sua visione del mondo. Un inchino e complimenti.
Guido Negretti per Varese.Net |
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Lettere al Direttore
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Giovedì 22 Ottobre 2009 22:25 |
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Gentilissimo Direttore, mentre ringraziamo il Suo Giornale per la generosa accoglienza sempre data alle comunicazioni riguardanti la nostra Associazione Culturale “LUCERA BELLA” , con sede a Varese e Lucera, desideriamo, anche attraverso questo giornale, far pervenire la seguente lettera aperta agli Amici della LEGA NORD-Varese.
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Mercoledì 23 Settembre 2009 14:16 |
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Gentile Direttore, sono al quanto deluso, sia da Telecom Italia che dallo Sportello utenze telecom italia del movimento consumatori di Varese.
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Scritto da Chicco Rossi
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Venerdì 07 Agosto 2009 21:07 |
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"Egregio direttore, a proposito della tragedia di Gornate Olona, dove un genitore, prima di suicidarsi, ha ucciso i figli e la moglie, nell'ambito di un procedimento separativo, leggiamo che alcuni giornalisti parlano di tragedia inaspettata, improvvisa.
Inaspettata come quella di ieri di Cuneo (2 morti) e quella di Rho di qualche giorno fa (altri 2 morti)?
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