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Otto Marzo, giorno fatidico per ricordare (come già dovrebbe essere fatto ogni giorno) la libertà di cui le donne devono godere come loro diritto. E’ una festa di fondamentale importanza, ricorrenza annuale per mettere bene in chiaro che le donne hanno e devono avere gli stessi diritti delle loro controparti maschili.
Tutti dobbiamo ricordarci delle lotte di Clara Zetkin e di Corinne Brown, che lottavano per la fine delle discriminazioni sessuali, per una paga lavorativa uguale a quella dei lavoratori maschili e per un suffragio universale. Il movimento per la parità e per la libertà dell’individuo femminile si è battuto negli anni fino a raggiungere la possibilità della scelta nel campo dell’aborto e del matrimonio.
Otto Marzo, giorno fatidico per divertirsi. Otto marzo, favoloso giorno dimenticato, molto meglio uscire in discoteca e ballare, aspettando lo spettacolo degli spogliarellisti. Giornata fantastica, favolosa, dove finalmente si possono ammirare anni di battaglie e lotte che terminano nei muscoli oliati (perché fa più effetto) dei marcantoni sul palco, rimasti in mutande che mettono in risalto quella parte che più fa gridare quelle tenere signore sedute in platea.
Non ci si ricorda più di quello che è successo, ma abbiamo ben davanti lo svolgersi degli avvenimenti attuali. Inutile pensare alle donne che subiscono l’infibulazione (se ha piacere sessuale, può tradire il marito), inutile pensare alle donne lapidate (il marito, qua, è stato tradito), ed ancora più inutile è pensare alla violenza domestica (non è un occhio nero, è caduta dalle scale). Volete mettere il bicipite pompato del macho sul palco?
p.s.: sono risparmiati dalla giornata i millantatori di complotti, in fondo la festa della donna nasce in seno ai partiti comunisti e socialisti.
Guido Negretti x Varese.Net |