| Subito i cantieri o l'Expo è a rischio |
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| Pubblica Amministrazione - Provincia |
| Scritto da Chicco Rossi |
| Giovedì 07 Agosto 2008 06:53 |
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Mentre la macchina della governance della grande esposizione è ferma nelle officine di palazzo Chigi, agli esperti di infrastrutture tremano già i polsi. Il dossier di candidatura con cui Milano ha conquistato l'Expo è ambiziosissimo. E i tempi molto stretti. Prendiamo la costruzione in tempi record dellaFiera di Rho-Pero. Il bando di gara per il progetto definitivo porta la data del 15 gennaio 2002. Il collegamento ferroviario sarà pronto all'inizio dell'anno prossimo, dopo sette anni. Quello che Milano si pone con l'Expo — in sei anni e mezzo — è un traguardo ben più ambizioso. Che presuppone tempi cinesi nella realizzazione delle infrastrutture. «Direi tempi da Paese occidentale evoluto», precisa Anna Gervasoni, direttore del centro di ricerca sulle infrastrutture dell'università Carlo Cattaneo di Castellanza. Il flop del trasporto pubblico in occasione del salone del mobile insegna: la prima necessità è permettere ai 30 milioni di visitatori attesi di raggiungere la Fiera con i mezzi. Il problema è che la linea rossa non riesce a far viaggiare un adeguato numero di treni. Morale: la diramazione della rossa che da Pagano va verso Bisceglie dovrebbe essere «sganciata» e diventare parte di una nuova linea, la M6. Il progetto è finanziato ma è come un bimbo in concepimento: fermo allo studio di fattibilità. E i visitatori in arrivo su Malpensa? Oggi per andare in Fiera dovrebbero prendersi un taxi. L'alternativa sarebbe andare a Cadorna con le Nord e poi prendere la rossa fino alla Fiera: improponibile. E allora? Allora per collegare Malpensa e Fiera- Expo via treno bisogna creare il cosiddetto «raccordino». Un pezzo di ferrovia che a Busto Arsizio colleghi le ferrovie Nord con la rete della linea Fs Rho-Gallarate. Servono 128 milioni di euro. Tutti ancora da reperire. Mentre a livello di progetto siamo fermi anche qui allo studio di fattibilità. Ma il raccordino non basta. Bisogna anche triplicare i binari della Rho-Gallarate. Solita storia: i soldi (292 milioni di euro) ancora non ci sono. Al secondo posto tra le infrastrutture più urgenti c'è la M4 che collega la città con l'aereoporto di Linate. Peccato che su 910 milioni di euro necessari oggi ne siano disponibili solo 10. E poi c'è la provinciale 46 Rho-Monza. In pratica la chiusura dell'anello della tangenziale Nord, per garantire l'accesso via auto alla Fiera senza impegnare la già congestionata A4. Qui i soldi ci sono. Peccato che, anche stando alla legge obiettivo, i tempi siano già risicatissimi. L'elenco delle criticità potrebbe continuare. Quelle legate a Brebemi, Tem e Pedemontana sono note. Ma prendiamo il più banale acquisto di 30 treni. L'esperienza delle Ferrovie Nord insegna: per avere i mezzi nel 2015 bisognerebbe ordinarli già oggi. «L'Expo è la grande occasione per garantire a Milano e alla Lombardia una rete di trasporto pubblico come Dio comanda. Qui si perde tempo dietro a giochi di potere quando ci dovremmo concentrare meglio e di più sulle cose da fare», taglia corto l'assessore ai Trasporti del Provincia, Paolo Matteucci. «Si tratta comunque di un obiettivo realistico — volge all'ottimismo l'assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Raffaele Cattaneo —. L'importante è che si cominci a lavorare da oggi». Rita Querzé Fonte: Vivimilano |





Mancano 2.460 giorni al D-Day dell'Expo. Poco più di sei anni e mezzo. Un tempo ragionevole, nella vita di un uomo, per laurearsi, sposarsi, fare figli. Un batter di ciglia per una città e una regione — Milano e la Lombardia — che ambiscono al grande salto a livello internazionale. 
