| Varese città Liberty |
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| Vivere Varese - Edifici e Monumenti |
| Martedì 12 Agosto 2008 14:40 |
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Il movimento di rinnovamento che si diffuse negli ultimi decenni dell’800 in Europa, il Liberty [1], ispirato al nuovo, al moderno, allo slancio giovanile, non mancò di colpire anche Varese, cogliendola nel suo periodo di massimo splendore. Mentre il rombo degli idrovolanti faceva da colonna sonora agli sforzi dei canottieri sul Lago, approdò in città e sul territorio varesino, il Liberty, italianizzato in Stile Floreale, che fu il segnale di una scelta rivolta a progettare per i tempi nuovi, senza più rielaborare le forme del passato. Per il territorio varesino, che sarà provincia [2] solo nel 1927, l’inizio del nuovo secolo segna un profondo cambiamento nel modo di vivere e di pensare, a causa dello sviluppo industriale. Con il miglioramento progressivo del tenore di vita e delle possibilità di trasporto, iniziarono gli spostamenti per scopo di svago un po’ ovunque, siano essi giornalieri o stagionali. Nel nostro Paese la committenza pubblica dimostrò scarso interesse per l Liberty che non fu mai uno stile “ufficiale” per gli edifici pubblici, più o meno rappresentativi. Al contrario, nel contesto provinciale lo stile trovò più ampia applicazione ed estimatori che ne garantirono la diffusione. Sempre a capitale privato, alla fine dell’800, comparvero l’ippodromo delle Bettole, la tramvia elettrica del Campo dei Fiori e della Valganna (G. Sommaruga), decine e decine di Ville, grandi e piccole, lussuose e modeste, tutte nello stile che identificava ormai inequivocabilmente una società ed un modo di vivere. Tutto ciò contribuì a fare di Varese un rinomato centro turistico. Nel 1905 venne fondata la Società Grandi Alberghi con l’intento di costruire una sorta di “acropoli” turistica sul Colle Campigli: il piazzale del Kursaal, il teatro, il Palace Grand Hotel si sviluppa come una cittadella sopraelevata, collegata agevolmente con funicolare, per l’ospitalità, l’intrattenimento, il divertimento, il gioco, lo sport, il turismo. La trasferta varesina si colloca dopo il successo milanese di Palazzo Castiglioni, nella fase matura della sua produzione, quando il suo linguaggio formale è ormai autonomo e ben riconoscibile. In pochi anni, tra il 1908 d il 1915, realizza una grande quantità di opere memorabili: il complesso alberghiero del Campo dei Fiori, le ville sparse lungo i pendii del monte Tre Croci, il teatro, il Palace Grand Hotel su Colle Campigli, le stazioni del tram Varese - Ponte Tresa. Lo studio Sommaruga – Macchi, insieme al capomastro Luigi de Grandi, titolare della maggiore impresa di costruzioni locale, crea letteralmente il nuovo volto varesino della belle epoque. Lo sviluppo del Liberty nei primi due decenni del ‘900 diede vita alla città nuova, la città dei villini, dei palazzi signorili e dei servizi pubblici. Dopo il consolidamento dello sviluppo industriale, il volto della città cambiò grazie al desiderio di rinnovamento di artisti – architetti – artigiani e committenti. [1] Da Arthur Lesemby Liberty, titolare di un negozio in Londra. [2] Varese vinse la “gara” con Busto Arsizio per diventare Capoluogo a causa, si racconta, di uno sgarro che il prevosto di Busto fece a Mussolini, cosicché quest’ultimo assegnò proprio a Varese il grado di Capoluogo di Provincia. |










