| Biumo Superiore |
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| Vivere Varese - Rioni e Castellanze |
| Giovedì 21 Agosto 2008 18:49 |
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Una delle Castellanze che meglio ha mantenuto la sua fisionomia, in quanto arroccata in cima ad un colle che domina la città. Si può considerare come un borgo fortificato, con funzioni di controllo per i transiti della Valganna e della Valceresio, attività testimoniate dalla presenza di una torre medievale, nei pressi della Chiesa di San Giorgio.
All'interno della chiesa c'è una splendida volta affrescata, con architetture di stile barocco. Nella prima cappella, a destra, si trova la tela "San Carlo presentato alla Vergine da S. Pietro" mentre a sinistra, vie una famosa tela del Magatti. Nella chiesa è venerata la madonna del Carmelo, ricordata da affreschi e stendardi insieme al Santo titolare. L'altare è un'opera di Bernardino Castelli del XVII secolo. Passeggiando per il borgo si giunge a Piazza Litta, dove si possono trovare importanti dimore: sulla destra, Villa Panza (o Villa Menafoglio), del primo Settecento lombardo, voluta dal Marchese Menafoglio, che aveva spesso come ospite il Duca Francesco d'Este. La facciata esterna del palazzo è severa e non permette di immaginare la splendida facciata interna settecentesca che si affaccia sul giardino. All'interno, negli anni '50 del Novecento, Giuseppe Panza (ultimo proprietario) arricchì le pareti con tele di Kline, Rotko e Liechtenstein, e "allineò" nelle gallerie scarpe di gesso e altre sculture pop. Negli anni '60 giunsero alla villa sculture geometriche in ve troresina di Morris e i quadri degli anni precedenti furono sostituiti con disegni geometrici di Lewitt. Negli anni '70 Turrel "aprì i soffitti", per poter ammirare il cielo. In questi anni la Villa Panza diventa luogo di incontro di diversi artisti dalle caratteristiche più disparate. Quando la villa non ebbe più spazio per accogliere nuove opere, alcune di esse furono vendute o donate a diversi musei americani, come il "Museum of Contemporary Art" di Los Angeles o il "Guggenheim Museum" di New York, cercando comunque di mantenere uniti i nuclei principali della collezione. Dal 1996 la villa è stata donata al F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano) dallo stesso Giuseppe Panza. Tale Fondazione si sta occupando, a Biumo, dell'ambientazione di mostre di arte contemporanea. Sulla sinistra della piazza vi sono le Ville Ponti: Villa Andrea e Villa Fabio Ponti (o "la Napoleonica"). Villa Andrea è situata su un colle, da cui si domina tutta la zona. La costruzione iniziò nel 1858 da parte dell'architetto Balzaretto. L'edificio, in stile neo-rinascimentale veneziano, è caratterizzato da bifore a tutto sesto, con occhio circolare sul frontone dell'arco, e da colonne che hanno le basi e i capitelli realizzati in finto bronzo. Al piano terra si trova un grande ingresso con la sala da pranzo, una sala rinfreschi e un atrio ottagonale, con volta a cupola. Il salone d'onore ospita capolavori di Bertivi; sopra il portale d'ingresso, all'ottagono, è posto il "Genio alato che intreccia il serto della gloria ai grandi". Sul soffitto è rappresentata "La Scienza che abbraccia la Verità". Sulla parete orientale sono presenti affreschi come: 'Guido d'Arezzo insegna il canto a tre adolescenti"; anche sulla parete centrale si trovano affreschi come: "Cristoforo Colombo di ritorno dall'America, ricevuto da Isabella di Castiglia"). L'affresco più famoso è quello in cui Alessandro Volta illustra il funzionamento della pila a Napoleone. Nel salone sono presenti anche due statue di bronzo raffiguranti Dante e Michelangelo, rispettivamente di Bertini e di Tabacchi. Per quanto riguarda le tele, ne troviamo una nella Sala da Biliardo, realizzata dal Focosi raffigurante "Emanuele I di Savoia che, con sdegno, spezza, di fronte all'ambasciatore di Spagna, le insegne del Teson d'Oro". Al primo piano si trovano cinque sale utilizzate per fiere, mostre e convegni. La villa è circondata da un parco "all'inglese", caratterizzato da spazi ordinati per far risaltare meglio l'edificio. Un grande tappeto erboso circolare esalta la parte di villa posta davanti all'ingresso meridionale; gli alberi che predominano nel parco sono le conifere e i cedri del Libano: tra questi ce n'era uno vecchissimo, detto "di Garibaldi", chiamato così perchè l'eroe del Risorgimento diresse da qui le truppe contro gli austriaci, nel 1859, durante la battaglia del XXVI maggio. Villa Andrea ebbe grande importanza al tempo del marchese Ettore, quando ospitò Umberto II. Oggi è sede del Centro Congressi della Camera di Commercio di Varese, che ha provveduto ad un'accurata ristrutturazione. Dietro Villa Ponti, sorge la Villa Napoleonica (o Villa Fabio Ponti), opera neoclassica ispirata alle opere del Pollak. Nel 1963 fu venduta alla Camera di Commercio di Varese, che l'ha resa centro di meeting e congressi nazionali ed internazionali. Di notevole interesse sono anche le scuderie, con alto soffitto a volte incrociate, oggi trasformate in ristorante. Lasciate le ville e usciti dal parco, si prende la Via Biumi, dove troviamo l'affresco "dell'Addolorata", copia settecentesca del gruppo in legno di San Vittore. Scendendo a destra, per il Vicolo Torelli, si giunge a Villa Mozzoni, del XVIII secolo. In basso sorge la Chiesetta di Sant'Anna, del XVI secolo, ad aula unica, con volte a botte e affreschi della scuola del Magatti. |







